Gattamorta

Lasciatela dormire.

È sazia, non ha fame

di giochi né di caccia.

Sopito il desiderio.

 

Come acqua stagnante,

spuma di cascata che

a fine corsa riposa,

sazia di affanno,

paga di viaggio compiuto,

è il suo dormire.

 

Portoni schiusi verso

giardini proibiti le

fessure fra le palpebre.

Le pupille di cristallo

portali verso il buio,

rocce sconnesse, invito a

precipizio senza fondo.

 

Passero che osi svegliarla,

sfidando la sua pace

con un canto che non sognava,

guardati ora spegnerti lento

nella coreografia

che hai iniziato.

 

Senti il tempo di sabbia

scorrerti in gola.

Tunnel immobile di clessidra,

giocattolo improvvisato,

terrorizzata étoile,

adesso balla!

 

Inesorabilmente.

Meritatamente,

in un gioco svogliato, forzato,

in un’agonia che lei non bramava,

ammira il tuo destino

che si compie nello specchio

dei suoi occhi,

quinte spalancate sulla tua irrilevanza.

 

Lupo Raffaella

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