I cinesi sono tutti uguali?

“Ma sì, sono tutti cinesi!”, Una pubblicazione di Lupo Isabella

Italia, 17 febbraio 2019

Sommario

1 – Introduzione

2 – Una teoria scientifica

3 – Esistono dei “ma”?

4 – Conclusione

1 – Introduzione

Negli anni, mi è spesso capitato di imbattermi in molte battute, sia di persona che nei “meme”, sugli asiatici, come “Ma sì, sono tutti cinesi!”, oppure “Sembrano tutti uguali”. E sebbene fossero in parte divertenti, ciò che mi ha incuriosito è stato il fatto che quelle battute erano molto numerose anche fuori dall’Italia e presenti anche nei confronti di altre etnie e questo mi ha fatto ragionare sul perché dietro questo fenomeno. In effetti, per un occidentale non abituato al contatto con persone asiatiche (così come per un asiatico nei confronti di occidentali) riconoscere le differenze fisionomiche è molto difficile. Perché?

2 – Una teoria scientifica

A questo quesito esistono diverse risposte, una tra queste è la teoria del “Cross-race effect” di Gustav A. Feingold, esposta nel suo saggio “The influence of environment on identification of persons and things” (1914).  

Con questo nome si indica la tendenza a riconoscere più facilmente la faccia delle persone appartenti all’etnia cui si è più familiari (e che spesso coincide con quella di appartenenza). Allo stesso modo, questa tendenza si traduce nel trovare simili tutte le persone appartenenti a un’altra etnia, a noi estranea. Il fondamento che sta alla base è, quindi, che le nostre capacità di riconoscere le caratteristiche distintive tra gli individui è direttamente collegata alla familiarità con quella etnia.

Per chiarire, è la stessa cosa che succede con i generi musicali; una persona ignorante di musica classica non saprebbe distinguere se il compositore di un pezzo è Mozart o Beethoven, così come uno ignorante in musica rock non saprebbe distinguere la differenza tra i Led Zeppelin e i Pink Floyd. Spesso, si sente la frase “Le canzoni del genere X sono tutte uguali”, questo succede perché il suo orecchio non è abituato ad ascoltare quella musica e non riconosce le differenze tra i vari artisti e i loro diversi stili, mentre un appassionato saprebbe riconoscere tutto, nei minimi dettagli, “a occhi chiusi”. La stessa cosa vale per le persone e le loro caratteristiche fisionomiche, diverse di etnia in etnia.

Questa tendenza è un carattere acquisito o fa parte dei nostri geni? È nei nostri geni lo sviluppare un meccanismo di riconoscimento facciale, ma quale non si sa; è una capacità che sviluppiamo nel tempo, nell’osservare sin da piccoli le diverse persone che ci circondano (solitamente appartenenti a una stessa etnia) e il tentativo di distinguerle le une dalle altre. Infatti, nel caso di bambini stranieri adottati da genitori di un’altra etnia, essi svilupperanno solo la capacità di distinzione delle persone dell’etnia adottiva e non di quella nativa; così come le persone che si trasferiscono per molti anni in luoghi molto lontani cominceranno a sviluppare la capacità di distinzione degli appartenti alla nuova etnia.

Ogni etnia ha diverse caratteristiche fisionomiche distintive, ma voglio precisare che non si sta parlando di quanto “evidenti” queste differenze siano, ma che esistono diversi fattori di analisi facciale: i diversi colori dei capelli e degli occhi sembrerebbero essere più evidenti delle diverse forme del naso o del viso in generale, ma i primi sono anche fattori facilmente modificabili e non del tutto affidabili; non dobbiamo quindi pensare che essi siano gli unici fattori che noi “occidentali” usiamo nella memorizzazione facciale dei nostri simili. Il fatto che gli altri fattori siano meno evidenti (per noi) influenza la nostra capacità di identificare le piccole differenze del singolo, anche nell’espressione delle emozioni e inducono la persona a fare affidamento unicamente agli stereotipi e classificare di conseguenza. Può capitare anche di identificare erroneamente una persona come appartenente a un determinato gruppo a causa dell’analisi categorica senza la registrazione dei suoi particolari. Quando poi, lo stesso soggetto si trova di fronte a un altro straniero con il viso simile al primo, avvertirà la sensazione di “averlo già visto”. È stato poi provato, che questo fenomeno succede a tutte le etnie, indistintamente.

    È palese che questa incapacità di riconoscimento possa comportare diversi problemi nel confronto tra persone di diverse etnie. In un mondo globalizzato come il nostro, in cui diverse popolazioni e culture collaborano e si confrontano in rapporti contrattuali, si possono vedere chiaramente gli impatti negativi del Cross-race effect. Conseguenze a questo fenomeno in casi di negoziazione tra persone di etnie e culture diverse, includono: ridotta intelligenza emotiva, valutazione negativa dell’affidabilità dell’altro, ridotte capacità comunicative, mancanza di empatia e una minor abilità nel giudicare la situazione generale della negoziazione. A risolvere questo problema esistono i mediatori culturali, il cui lavoro è proprio quello di fare da tramite tra le due parti ed evitare conflitti e incomprensioni e risolvere il tutto al meglio.

    Alcuni ipotizzano poi, che gli effetti generali del Cross-race effect andranno via via a svanire, visto che la nostra società è sempre più soggetta al contatto con le altre culture, ma io credo che esso si attenuerà soltanto, ma non scomparirà. Infatti, l’uso degli stereotipi è un atteggiamento inconscio e necessario che usiamo anche in molti altri campi e ci aiuta a fronteggiare la situazione anche quando quella che ci si presenta è completamente diversa da tutte le altre. Quindi, credo che continueremo a fare affidamento agli stereotipi.

    Conclusione? Non è che i cinesi sono tutti uguali, siamo noi a non aver (ancora) sviluppato la capacità per riconoscere le loro differenze.

    3 – Esistono dei “ma”?

    Le donne mostrate in questa foto sono 18 ragazze partecipanti al concorso di bellezza Miss Daegu (una città sud-coreana) 2013. Come si può notare, sembra effettivamente che tutte le ragazze abbiano lo stesso viso (ancora più palese nella GIF). Questa foto ha fatto molto scalpore su internet e sui social network, ed è stato poi rivelato che le immagini erano state ritoccate con Photoshop dalla stessa persona, ma anche che le ragazze partecipanti si erano tutte sottoposte ad interventi di chirurgia plastica.

    Quello di cui voglio parlare ora è il fenomeno della chirurgia plastica in Sud-Corea, non perché esso smentisca in alcun modo il Cross-race effect, ma per sottolineare un problema sociale che ha in parte influenzato l’idea che i “cinesi” siano tutti uguali. Infatti, nonostante in questa parte si parlerà solo di Sud-Corea, questo è un fenomeno che si è oggigiorno sviluppato molto anche in Cina, dove però le cliniche non sono ancora all’altezza e ciò porta molti clienti ad andare nella più competente Corea.

    Un paio di stime per capire l’entità del fenomeno di cui stiamo parlando:

    • L’International Society of Aesthetic Plastic Surgeons afferma che il 20% delle donne nel Sud-Corea si è sottoposta a un intervento di chirurgia plastica;
    • secondo il National Tax Service, vi sono un totale di 1414 cliniche di chirurgia plastica, registrate nel Sud-Corea nel settembre 2017; 
    • secondo il New York Times, il governo sud-coreano si aspetta un rialzo di un milione di “turisti sanitari” l’anno entro il 2020, un quinto dei quali sarebbe per interventi di chirurgia plastica. Nel 2014 il ricavato annuale nel settore è stato di $107 milioni.

    È senza dubbio un fenomeno crescente, ma quali sono le ragioni dietro questo fenomeno?

    Bisogna innanzitutto comprendere che, nella loro cultura, la bellezza è molto considerata. Infatti, se una persona è bella viene anche considerata intelligente, perspicace ed affidabile, con buone intenzioni ed un buon cuore, mentre la bruttezza e l’imperfezione vengono associate a molte caratteristiche negative, come la pigrizia, l’incompetenza ecc. Questo non è soltanto uno svantaggio in campo amoroso (come lo è anche da noi), ma soprattutto in quello sociale e lavorativo, perché una persona di bell’aspetto ha più facilità ad essere assunto, promosso, premiato ecc. Questo ha portato gli stessi genitori a regalare per il diploma o per il compleanno ai figli un intervento chirurgico, perché sanno che in quel modo potranno avere più successo in futuro. A questo poi si aggiunge l’estremo sviluppo del sistema sanitario coreano, dei suoi minimi costi e della specializzazione del settore nella chirurgia plastica. Senza poi considerare che, per varie ragioni, gli standard di bellezza che oggi giorno si sono consolidati in Corea sono molto ben specifici: l’incarnato chiaro, la doppia palpebra, il viso piccolo (non più grande della mano), la fronte arrotondata ecc.

    In questo modo, le persone che vogliano diventare più belle si conformeranno a questi precisi standard, dando ancora di più l’impressione a persone esterne a questa cultura, di essere “tutti uguali”.

    Che questo comporti gravi problemi sociali è chiaro e infatti, sono state promosse dal Ministro della Sanità e della Previdenza coreano delle campagne per il reclutamento di persone “alla cieca” (inteso senza vedere una foto dei candidati) o la riduzione delle pubblicità sui mezzi di trasporto e nelle stazioni.

    In questo modo, le persone che vogliano diventare più belle si conformeranno a questi precisi standard, dando ancora di più l’impressione a persone esterne a questa cultura, di essere “tutti uguali”.

    Che questo comporti gravi problemi sociali è chiaro e infatti, sono state promosse dal Ministro della Sanità e della Previdenza coreano delle campagne per il reclutamento di persone “alla cieca” (inteso senza vedere una foto dei candidati) o la riduzione delle pubblicità sui mezzi di trasporto e nelle stazioni.

    Video esclusivo di un lupo cinese

    “Vi sembro uguale agli altri?”

    4 – Conclusione

    Spero, con questo articolo, di aver aperto gli occhi a voi lettori, di avervi fatto capire qualcosa in più su questo strano fenomeno, di aver alleviato quello stereotipo nei confronti dei “cinesi” e di avervi condiviso un po’ di curiosità verso l’Estremo Oriente.

    Si ricorda che non è stato fatto alcun giudizio di merito sulle popolazioni e culture trattate, solo constatazioni di fatto e invito caldamente tutti voi lettori a fare lo stesso e non giudicare negativamente solo perché diverso, ma di cercare di comprendere cosa sta nel profondo.

    Se avete qualche dubbio o volete condividere qualche curiosità al riguardo, lo spazio dei commenti è tutto vostro!

    Grazie per la lettura!

     

    Lupo Isabella

     

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