Il Cercatore

Nuotavo in una piscina d’aria

I miei passi incidevano il catrame

Le strade erano labirinti e

il Minotauro ero io.

 

La gente ha paura

mi evita e complotta.

L’ignoto fa paura,

la Verità va distrutta.

Il Minotauro era la Verità.

 

Ero un cercatore io,

camminavo per le strade

Cacciavo sguardi: occhi

che ti rendono nudo.

Il Minotauro era nudo.

 

Gli sguardi erano il mio cibo,

la mia droga, la mia preda.

Il Minotauro si voltava,

era inutile,

tutti fuggivano.

Il Minotauro era solo.

 

Nessuno aveva il coraggio,

quella forza di guardarsi dentro,

quel pudore di farsi pescare da me.

Il Minotauro era uno specchio.

 

Odio gli uomini

Amo l’Umanità.

 

In questo catrame vivono

solo anime spente, vivono

i morti

Il Minotauro era vivo.

 

Voleva solo il vostro bene,

ma si sa che il vero è una ciste:

dolorosa, è vero, ma se la

ignori vivi meglio.

Il Minotauro era il peggio.

 

Gli schiavi chiamarono il padrone,

il loro dio:

la menzogna vivente,

un uomo di fumo

Il Minotauro era un liberto.

 

Il capo si faceva chiamar Teseo,

mi guardò, esitò.

Vide di non avere un’anima,

ma non poteva contraddire sé stesso:

non poteva contraddire il fumo.

Il Minotauro era arrosto.

 

Lo accarezzai, lui pianse

Sapevo cosa stesse per fare,

ma il Cercatore lo aveva capito:

nessuno più voleva essere preda,

nessuno voleva pensare.

Il Minotauro era ispirazione.

 

Teseo guardò in basso,

vide il catrame che aveva lasciato,

preferì l’illusione, non poteva

veder sacrificare la sua speranza.

Il Minotauro era la speranza di tutti.

 

Ci abbracciammo e lui

Mi trafisse

I fantasmi esultarono,

voi esultaste.

 Il Minotauro era vivo

Il Minotauro ero io.

Il Minotauro era dio. 

 

Ora il Minotauro è morto,

il Minotauro non vi è più.

Ma voi potete trovarlo, perché

quando i morti si uccidono

ritornano vivi.

 

Il Minotauro è nel mondo dei vivi.

Non ha bisogno di cercare,

gli altri lo cercano.

Tu sei morto.

Il Minotauro è vivo.

Lupo Stefano   

   

Sull’essenza dannata del ricercatore

Più si va avanti nella ricerca e più la consapevolezza dell’infelicità si fa chiara. “Perchè?”: è questa parola magica a segnare l’inizio di questo viaggio tra telos, istinti, felicità e ricerca.

Storia di una lacrima

Una lacrima scendendo dolcemente lunga la guancia descrive il suo ineluttabile tragitto.

La Sirena e il Pescatore

Tra due figure si stabilisce un incontro illuminante dagli esiti inediti..

Cosa cambierà il mondo?

Abbiamo chiesto a Lupo Mario di rispondere alla domanda “Cosa cambierà il mondo?” nel suo podcast pubblico dal titolo “Tra filosofia e coaching”. Cosa avrà risposto? Scopriamolo insieme!

L’Aurora e La Porta

Un percorso lungo la temporalità. Dai primi versi sbocciati nel 1995 all’attraversamento di un Porta al di la dello spazio e del tempo. Cosa ci aspetterà in questo eterno viaggio?

Fiamma Ardente

Da bambini si è così spensierati che ci si riesce ad esprimere in maniera libera e autentica come non mai. Ecco un disegno dell’infanzia che ripercorre i ricordi del passato illustrando la fiamma che brilla dentro ognuno di noi!

Gattamorta

Gattamorta Lasciatela dormire. È sazia, non ha fame di giochi né di caccia. Sopito il desiderio.   Come acqua stagnante, spuma di cascata che a fine corsa riposa, sazia di affanno, paga di viaggio compiuto, è il suo dormire.   Portoni schiusi verso giardini...

Angeles

Un canto di rivalsa contro la deturpazione

L’errore della soggettività

Le cattive abitudini applicate alla Vita dell’inconscio.

Rinascita

Una poesia di stile idillico in cui la Verità diviene amante carnale. Il confine tra morte e nascita si assottiglia tanto da far sovrapporre i due concetti. L’orgasmo della Verità distrugge le ombre e le mostra per ciò che sono davvero: una complementarietà nascosta, segreta.

>
error: Attenzione: Il contenuto è protetto da copyright!