La caduta degli dèi

Chaos

Fortuna avesti

Così non eri:

sarai.

 

Niente toccherà,

nulla sfiorerà,

tutto sparirà.

 

Dall’oscuro, solo, ti avvii

In un abbraccio da profondi artigli:

sangue annichilito affini

e nel sonno in silenzio sbadigli.

 

Perpetue onde domenicali,

unico signore, ora solo

il nulla

ha un senso.

I figli stan chiamando:

piangono.

 

Zeus

La montagna vien giù

Sacro suolo di blasfemia

Si sgretola

Parnaso gioisce, l’Olimpo subisce.

 

Il naso fiuta un non essere

Solitudine, angoscia, paura.

 

Te paura, dio degli dei?

Ciò che tu creasti or ti distrugge,

qual profondo piacere provasti

nell’esprimere la profezia sul padre?

Ora è il figlio del padre a morire:

PERISCI.

 

Gli uomini han la saetta

Rivolta su di te, minaccia

Una rivolta che ti caccia

La luna si sta spegnendo…

 

Apollo?

Ma che ispiri?

Ormai sol caluggine respiri.

I condotti di calcare devastano,

l’arte non seda più.

L’han capito: catarsi è menzogna

Non è la luna,

Apollo va:

il buio viene.

 

La consapevolezza ti ha reso schiavo,

Chronos, ormai ci appartieni

Speravi non capissimo il relativo?

Il ribelle va ringraziato:

con saetta e tempo domiamo.

Che Prometeo sia lodato!

 

Al buio vediam meglio,

il silenzio ci parla

Oh, Artemide che or

Vien cacciata.

 

Zeus è caduto, con lui il monte;

i dischi han fallito.

Apollo si è spento, Eolo

Soffia sempre più piano:

statico.

 

L’immobile divien dinamico

Per forza di animal natura

Atena, non fuggire.

Stai nel mare con lo zio?

Zanzara succhiatrice,

Afrodite la meretrice.

Basta inganni, l’amor

Non è.

 

Scopi ancora con l’ultimo uomo?

È lui che ti assassina:

sangue.

 

Il mare ti sputa, così

Atene muor annegata.

Poseidone è una roccia di

Sale, gli uomini gli sputano.

 

Dovevam immaginarlo

Ares

Di trovarti nel sonno

Col pugnal fatato

In petto.

Vendetta alla vendetta.

 

Ermes con le scarpe è

Caduto, vien picchiato.

Bastoni gli trafiggono

Il cor.

 

Bestemmia vivente,

finto monoteismo, scappi con

Dionisio?

 

Geova o Allah che sia

Fai bene, crepa nel vino.

Morite di malattia,

condanna del senso.

 

Era ed Efesto van da Ade

Non san che già son periti:

lo stesso cuor si è rifiutato.

 

Solo confusione

Ade ha tutti lì:

non si può viver

da dittatore.

 

Scendi e lascia che

Il trono

Ti schiacci.

 

Un mondo senza

Dei…

 

Chaos sei fregato.

Gli uomini son nuovi dei.

L’equilibrio rimarrà:

morti son tutti.

 

La caduta degli dei

L’ascesa degli uomini.

Siam sicuri?

Oh ribelle, noi stiam con te.

Lupo Stefano   

   

Il Foglio Bianco

Abbiamo cambiato il foglio di carta con un foglio digitale. Pronto ad essere spento in un attimo e perduto per sempre.

Il Cercatore

Conosci il Cercatore? Il vivo tra i morti, la luce nel buio. Egli ricercava disperatamente gli sguardi altrui, una qualche forma di riconoscenza, una prova di esistenza. Poi, un giorno, tutto cambiò. Il Cercatore, il Minotauro raggiunse la consapevolezza, la piena autenticità. Fu così che tramutò.

Sull’essenza dannata del ricercatore

Più si va avanti nella ricerca e più la consapevolezza dell’infelicità si fa chiara. “Perchè?”: è questa parola magica a segnare l’inizio di questo viaggio tra telos, istinti, felicità e ricerca.

Vuoti d’Aria

Un rapporto intimo tra corpo e natura, silenzi e colori

Ama

È quando c’è più bisogno di amore che occorre amare. In quel momento l’amore si moltiplica perché ha necessità di amare e farsi amare per imprimersi nel profondo.

La Sirena e il Pescatore

Tra due figure si stabilisce un incontro illuminante dagli esiti inediti..

Poesia senza titolo per un amore non corrisposto

L’amore a volte strappa il titolo perfino ad una poesia. Ed essa rimane lì, inerte, sperando di essere riportata in vita da un lettore ignoto. Scopri l’emozione e resuscita l’amore perduto.

La permanenza dell’Io

Un flusso di coscienza ci porta in viaggio: dal tormentoso mare del “panta rei” eracliteo all’annichilimento dei sostrati dell’Io. Tutto ciò per arrivare nella pianura della nostra Coscienza intima: la nostra vera identità. Una poesia che segna l’atto primo di un Ricercatore del Tutto.

L’anima perduta

Spesso abbiamo bisogno di soffrire per scoprire quanto è bello emozionarsi ed emozionare: vivere.

Non ti aprirò

Un viaggio fatto di voci, ricordi, odori nei meandri più profondi di sè, fino a giungere dinnanzi ad una porta: una chiusura che lascia aperte mille riflessioni

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