La permanenza dell'Io

Una pubblicazione di Lupo Stefano

La permanenza dell’Io

Passo accanto ad una lastra.

L’ammiro, la esamino, la imprimo nella mia mente.

È così e basta.

Ma perché è così?

È lì come pietra inutile o serve a qualcosa? E se serve, qual è la sua funzione? Per chi, per cosa è lì?

E noi serviamo a qualcosa o siamo come quella lastra inerte?

Servire… Brutta parola.

Non bisogna avere per forza un’utilità, basta esistere.

E se l’esistenza fosse la ragion ultima della vita?

E se fosse il senso di tutto?

 

Vado e poi torno.

 

Ecco ancora quella lastra.

È lì, non si è mossa.

Ma è sempre la stessa?

E se fosse diversa?

Il sole l’ha illuminata, il vento l’ha scolpita.

Allora non è la stessa.

Anche se solo per un granello di materia, lei è diversa.

Non è la stessa lastra.

Le assomiglia, ma non lo è.

 

Tutto cambia.

 

E chi sono io?

Cambio sempre, ma sono io.

Le cellule cambiano, ma sono io.

Io chi?

Io, te.

Te, l’amore.

 

Siamo noi.

 

L’essere allora non è condizionato al mutamento.

Il pensiero lo è.

Noi no.

L’amore no.

Tutto cambia.

L’amore resta

Cresce

Evolve

Gioisce

Crea

Illumina

Vive

È

 

 Il nulla cambia.

Fuori è il nulla. 

Ma dentro:

 il tutto resta.

L’amore resta. 

L’amore è il tutto.

Lupo Stefano   

   

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La permanenza dell’Io

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