L'attesa nella malinconia

Una pubblicazione di Lupo Donato

L’attesa nella malinconia

Per tutto il giorno il sole si è nascosto dietro le nubi.
È pomeriggio tardi e ormai pochi raggi fievoli ritrovano la feritoia fra le tende e le finestre accostate.
Illuminano a formare un corridoio nel quale danzano come soavi ninfee i luccicanti granelli di polvere. Muoiono sul fianco del mobilio scuro che si riflette debolmente sul cotto pavimento.
In tutta la stanza lo scarno mobilio e il profumo dolce e amaro del legno misto al carbone di quercia che, ormai raso, dorme nel grande caminetto; essi fanno da cornice all’unica sedia che dritta domina il centro della stanza.
Le candele sono spente, ma il loro profumo è padrone della stanza e non cornice.
La solitudine è come una fitta nebbia che avvolge e riempie. Come una goccia d’acqua sul pavimento, un rumore sordo e racchiuso in una scatola, scandisce il tempo che sembra essersi fermato. Sembrano grandi stivali di un imponente gigante che lentamente scendono una scalinata di legno. Thum – Thum – Thum. È Il suono del cuore che batte forte; appeso pendente dalla gola.
Seduto su quel freddo e rossiccio pavimento al ciglio della stanza con sopra un plaid. Una gamba rigira come a voler modellare una sedia e l’altra ricurva segue l’andamento della prima quasi a rincorrerla. La spalla imita il capo che sembra sorreggere lo stipite della porta. Le mani abbandonate sulle ginocchia stanno aspettando, secche, aperte, bianche; aspettano.
L’attesa che il cuore molli la presa e cada dolcemente, può essere lunga, ma davanti abbiamo una vita.
L’uomo è capace di costruire il proprio dolore.
È artista del momento e del tempo. Lo ferma per un istante che, in anima sua, può eternamente rappresentare la propria sincera, naturale,
Dea Malinconia.

Lupo Donato

“Se in Terra c’è un inferno, si trova certamente nel cuore di un uomo melanconico”

Robert Burton

Sul monopolio delle emozioni e sulle catene della volontà

Siamo in guerra. Una guerra invisibile per il dominio delle nostre emozioni. La nostra autentica personalità viene ogni giorno incatenata inconsapevolmente da noi stessi. La prima arma di difesa è la conoscenza. Ecco racchiusa in una sintetica ricerca italiana tutto ciò che c’è da sapere sul come evitare di rimanere delle macchine prima che sia troppo tardi.

Angeles

Un canto di rivalsa contro la deturpazione

Forse

Nessuno sa dove andremo, soprattutto se aspetti che sia qualcuno a darti le indicazioni

Il Cercatore

Conosci il Cercatore? Il vivo tra i morti, la luce nel buio. Egli ricercava disperatamente gli sguardi altrui, una qualche forma di riconoscenza, una prova di esistenza. Poi, un giorno, tutto cambiò. Il Cercatore, il Minotauro raggiunse la consapevolezza, la piena autenticità. Fu così che tramutò.

L’errore della soggettività

Le cattive abitudini applicate alla Vita dell’inconscio.

Gesù: il primo coach moderno nella storia dell’umanità

La figura del coach sembra essere divenuta una moda, ma da dove trae le sue origini? Quali sono i parallelismi con il metodo socratico? E ancora: vi è un qualche collegamento tra Socrate e Gesù? Quest’ultimo è davvero esistito?

Non ti aprirò

Un viaggio fatto di voci, ricordi, odori nei meandri più profondi di sè, fino a giungere dinnanzi ad una porta: una chiusura che lascia aperte mille riflessioni

Dal mondo del pensiero

“Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé” Carl Gustav Jung

L’anima perduta

Spesso abbiamo bisogno di soffrire per scoprire quanto è bello emozionarsi ed emozionare: vivere.

Rinascita

Una poesia di stile idillico in cui la Verità diviene amante carnale. Il confine tra morte e nascita si assottiglia tanto da far sovrapporre i due concetti. L’orgasmo della Verità distrugge le ombre e le mostra per ciò che sono davvero: una complementarietà nascosta, segreta.

>
error: Attenzione: Il contenuto è protetto da copyright!