Narc.iso

“Potessi staccarmi dal corpo” disse

e il suo polline contagiò l’umano

fertile, quello con le dita fisse

nell’avvinghiare lo specchio malsano.

Spirito vinto dalla noncuranza

elegge l’apparire suo sovrano,

così Narciso astutamente avanza

mutata l’acqua della nuova fonte.

Notifiche tamburi di una danza

del pifferaio magico Caronte;

traghettare ch’egli stesso disdegna

su superfici macchiate di impronte,

di queste tracce lo schermo s’impregna

ingurgitando l’identità d’ogni

essere; egli nel silenzio regna.

Profondità di cui son fatti i sogni

assottigliata fino alla carcassa;

specchiarsi come il primo dei bisogni

in questa metamorfosi di massa.

Porte della coscienza sempre aperte

dall’ozio in cui la mente si rilassa;

la ragione schiava in terre deserte

costretta a errare nell’eterna quiete,

castrata la bocca, il verbo inerte,

ogni anima torturata in segrete

torbide. Lo specchio una voragine

brutale che si addensa mentre miete,

l‘uomo viene ridotto ad immagine

esposta nello zoo digitale,

l‘amore trova la sua compagine

in quest’essere bidimensionale.

Paradosso in cui chiunque riflette

terzo millennio: epidemia globale.

L’anima perduta

Spesso abbiamo bisogno di soffrire per scoprire quanto è bello emozionarsi ed emozionare: vivere.

Il Cercatore

Conosci il Cercatore? Il vivo tra i morti, la luce nel buio. Egli ricercava disperatamente gli sguardi altrui, una qualche forma di riconoscenza, una prova di esistenza. Poi, un giorno, tutto cambiò. Il Cercatore, il Minotauro raggiunse la consapevolezza, la piena autenticità. Fu così che tramutò.

Il Foglio Bianco

Abbiamo cambiato il foglio di carta con un foglio digitale. Pronto ad essere spento in un attimo e perduto per sempre.

Storia di una lacrima

Una lacrima scendendo dolcemente lunga la guancia descrive il suo ineluttabile tragitto.

Vorrei ricordare

Come le onde del mare, il tempo scandisce a ritmi più o meno regolari le nostre esistenze: uniche e indispensabili per noi, del tutto marginali per l’evoluzione dell’Uomo.

Rinascita

Una poesia di stile idillico in cui la Verità diviene amante carnale. Il confine tra morte e nascita si assottiglia tanto da far sovrapporre i due concetti. L’orgasmo della Verità distrugge le ombre e le mostra per ciò che sono davvero: una complementarietà nascosta, segreta.

L’Aurora e La Porta

Un percorso lungo la temporalità. Dai primi versi sbocciati nel 1995 all’attraversamento di un Porta al di la dello spazio e del tempo. Cosa ci aspetterà in questo eterno viaggio?

Non ti aprirò

Un viaggio fatto di voci, ricordi, odori nei meandri più profondi di sè, fino a giungere dinnanzi ad una porta: una chiusura che lascia aperte mille riflessioni

Sui déjà vu e sul fenomeno della prescienza

Recenti ricerche hanno portato alla luce che il 60% della popolazione mondiale ha avuto un déjà vu almeno una volta nella propria vita. Ma cosa si nasconde dietro questo strano fenomeno? Per la prima volta in Italia ecco una ricerca completa ed esaustiva a riguardo. Sarai pronto ad affrontare questo percorso verso la “Verità”?

Poesia senza titolo per un amore non corrisposto

L’amore a volte strappa il titolo perfino ad una poesia. Ed essa rimane lì, inerte, sperando di essere riportata in vita da un lettore ignoto. Scopri l’emozione e resuscita l’amore perduto.

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