Storia di una lacrima

Una pubblicazione di Lupo Donato

Storia di una lacrima

Nasce da lontano.
Inizia lieve nello stomaco,
Giocherellando, tremola sul diaframma.
Le guance rosse discutono animatamente con le orecchie e le sopracciglia. Le gambe fanno un gioco di eterno movimento, fanno a gara con lo sfregare delle mani.
La gola inizia a richiamare su, questo enorme masso di granito spigoloso che dolore su dolore, parola su parola, pensiero sopra racconto, sopra solitudine è stato scolpito nella cava di Efesto dal più scalcinato degli artisti. Lo attrae a sè, lo fissa con un abbraccio e lo stringe accanto al cuore.
Il cuore è debole; delicato, uno scrigno di cartapesta d’oro e d’argento che custodisce quest’Anima in pena.

Le palpebre non cedono… trattengono. Ma quando le labbra intonano il canto del dolore, danno il loro tacito consenso e lei allora nasce. Finalmente come sfogo finale come ultima lunga disperata caduta verso il baratro. Dentro quella scala nera senza fine.
Lei è carica, porta con sé l’angoscia dell’anima, la nausea dello stomaco, il tremolo del diaframma il dolore della Vita che, proprio perché meravigliosa, sa colpire molto duro.

Qual è allora la lacrima più importante?
Qual è allora la lacrima più carica? Pesante! Dolorosa!
Non la prima, non la seconda, nessuna fra queste e neanche fra quelle della Dea Speranza.
Fuorché l’ultima. Lei arriva senza chiederlo e senza annunciazione. Spesso dopo molti giorni.
Porta con sé tutti i mali e le angosce delle precedenti, ma è l’unica a portare il silenzio, che custodisce lo scrigno fatto di rassegnazione, contenete l’unico vero Artista della medicina; della malinconia. Colui che saprà mitigare, nascondere, travestire, mascherare senza mai dimenticare:
il Tempo.

 

Lupo Donato

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