Voci

 

Vecchi diari,

una LACRIMA sporca un mattino di sole e rondini

che volteggiano in cerchio come avvoltoi

sul cadavere di una gazzella

innocente pasto di leone bambino.

Bocche endecasillabe pasteggiano fameliche,

affondano le fragili zanne nelle ali fegato di farfalla.

Dalla crisalide trafitta

scivola il rosso in rivoli d’inchiostro esausto.

Macchia il diamante grezzo

la matita mancina della ballerina classica.

Cade il tutù di organza celeste.

Svela la natura oscena

di antico desiderio sopito nel letto materno.

Il cielo assiste omertoso

allo scempio di lacrime che non si raccontano.

Il Silenzio ha vinto.

La Guerra è persa per sempre.

Lupo Raffaella

Penso

Sento che la nostra anima è qualcosa di meravigliosamente complessa. Attenzione al tentativo di capirla, già di per sé, può essere un viaggio complesso ed entusiasmante. Amore e odio, il bianco ed il nero che convivono nell’entità dell’uomo.

Col Vento

Cosa succederebbe se fluissimo in armonia con il vento?

Chicco di sabbia

Perdendosi in un mare di sabbia si scopre il viaggio di un singolo granello

Pater noster

Quando la preghiera fluttua via dal cuore materializzandosi in parole pure

Voci

Voci affilano parole per affrontare il silenzio in battaglia

Il mio Albero Rosso

La quarantena ci sta veramente distaccando dalla natura? Ecco la mia versione dell’Albero Rosso di Piet Mondrian

L’errore della soggettività

Le cattive abitudini applicate alla Vita dell’inconscio.

The day in which the man contradicted himself

Our perception is based on duality: something is or isn’t. Aristotle named this logical principle “principle of non-contradiction” and we humans have put it as the foundation for our building of knowledge. We shiver, then, because the duality, as we logically conceive it, has come to its extinction. A short juvenile essay produced for a contest of the Scuola Normale Superiore of Pisa that gives a glimpse of light on a scientific theory on the concept of “soul”.

Vorrei ricordare

Come le onde del mare, il tempo scandisce a ritmi più o meno regolari le nostre esistenze: uniche e indispensabili per noi, del tutto marginali per l’evoluzione dell’Uomo.

Sull’ontogenesi della persona

“Da dove veniamo” è una delle domande che qualunque essere umano si è posto almeno una volta nella vita. Cosa succede se questa domanda viene rivolta a ciò che siamo? Da dove proviene la persona che siamo? è conseguenza di un’anima, di uno spirito, di una mente o di una convenzione? Nella seguente pubblicazione si tenterà di tracciare, grazie alle ultime scoperte della fenomenologia, un percorso che, dal nulla, arrivi a toccare ciò che siamo.

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